Caso Pedri, il presidente dell'associazione Penelope: "Mobbing nella sanità Trentina è fallimento nella gestione delle risorse umane. Mi chiedo come sia stato possibile consentire tutto ciò per anni"
L'intervento dell'avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell'Associazione Penelope, che fin dall'inizio segue il caso di Sara Pedri. "C'è troppa gente in Italia, che sta nel 'comodo mezzo' , vede e non parla, capisce ma tace, vuole giustizia, ma a partire e a rischiare devono essere gli altri”

TRENTO. “Non abbiamo bisogno del verdetto definitivo della Giustizia per riflettere su un dato che, gigantesco come il monte Bianco, chiede di essere affrontato: 21 persone offese per mobbing o qualcosa di simile nella Sanità di Trento o meglio nel solo dipartimento di ginecologia, che non ha i numeri di una Roma o altra metropoli, sono un pugno nello stomaco, che parla, con oggettiva forza, di un fallimento nella gestione delle risorse umane”. Ha usato queste parole nelle scorse ore l'avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell'associazione Penelope d'Italia, che fin dall'inizio segue il caso di Sara Pedri.
Venerdì si è tenuta l'udienza preliminare del processo che riguarda i presunti maltrattamenti avvenuti in ospedale e che è partito a seguito delle indagini iniziate con la scomparsa di Sara Pedri. E' di 1,2 milioni di euro il conto dei danni chiesti all'ex direttore dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Santa Chiara, Saverio Tateo e alla sua vice Liliana Mereu.
“L'attività della magistratura – ha spiegato sui social l'avvocato Gentile - inizia a prendere forma e avrà il suo fisiologico sviluppo e noi la seguiremo, sempre nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, fino alla fine”.
Sono diverse le testimonianze raccolte sui presunti maltrattamenti avvenuti e che hanno riguardato diverso personale sanitario. “Mi chiedo come sia stato possibile consentire tutto ciò per anni – si chiede il presidente dell'associazione Penelope - dov' era la politica? Dov' erano i mega dirigenti? Dov' erano il senso di civiltà, di dignità morale, che avrebbero dovuto fermare questa macchina impazzita? Tanti, troppi soggetti, anche questa volta, si sono girati dall' altra parte”.
Nella prima udienza è stata registrata la richiesta danni da sette dottoresse, difese dall'avvocato Andrea de Bertolini, che hanno chiesto 50 mila euro a testa. Una ginecologa chiede 200 mila euro e ben più alto è poi il conto presentato dall'Azienda sanitaria che chiede oltre 640 mila euro fra danni patrimoniali e danni d'immagine. C'è poi la Fenalt con la richiesta di 10 mila euro. A presentarsi come parte civile anche la mamma della ginecologa Sara Pedri scomparsa il 4 marzo del 2021. In questo caso il danno non è stato ancora quantificato. La difesa di Tateo e Mereu ha invece annunciato di depositare nella prossima udienza che si terrà a gennaio un'indagine difensiva.
“C'è troppa gente in Italia, che sta nel 'comodo mezzo' , vede e non parla, capisce ma tace, vuole giustizia, ma a partire e a rischiare devono essere gli altri” continua Gentile. “Troppa gente dovrebbe essere protagonista, ma purtroppo, ama fare lo spettatore. I pavidi, ormai è fatto noto, non hanno mai combattuto una guerra. Noi, come sempre, ci siamo” ha concludo il presidente di Penelope.


















